Scegliere il pannolino   

Si fa presto a dire pannolino!

Dal momento che in Italia il pannolino è per il 99% un "usa e getta" è convinzione comune che i pannolini siano tutti uguali e che siano esclusivamente monouso.

In realtà esistono anche i pannolini "lavabili" che in aree del mondo più attenti all'ambiente hanno già iniziato ad utilizzare con una buona preferenza da parte dei consumatori più evoluti.

Pertanto la domanda quale sia il miglior pannolino (monouso vs lavabile) non ha una risposta scontata.

Tutti i produttori si sono affrettati a produrre montagne di dati per provare che il loro approccio (usa e getta o lavabile) fosse il migliore (per le prestazioni, l'accettabilità da parte del bambino, per l'ambiente).

Non esistendo associazioni super partes che abbiano effettuato uno studio accurato, e soprattutto dal momento che la modalità di gestione dei rifiuti varia da paese a paese (e spesso all'interno dello stesso paese), è facile concludere che non esiste una risposta univoca valida in tutte le condizioni.

Questa è la ragione per cui si è sviluppato il prodotto Levita® Duetto™, per cogliere i punti positivi delle due sponde e fornire un prodotto con il giusto mix di

  • praticità;
  • ipoallergenicità;
  • naturalezza;
  • ecosostenibilità.

Levita Duetto è un pannolino ibrido perchè è a metà strada tra un "usa e getta" ed un "lavabile" tradizionale e possiede le caratteristiche più vantaggiose di entrambe le tipologie.

   Monouso   

Il pannolino monouso, così come oggi lo conosciamo, non è molto antico e nasce in Svezia subito dopo la guerra nel 1947. Inizialmente era costituito da semplici fogli di carta velina sovrapposti a formare una sorta di nastro (da qui ancora il termine in uso "svedesi" ad indicare una tipologia di pannolini rettangolari).

La capacità di ritenzione era molto bassa, ma tale era la praticità e la sensazione di maggiore igiene che lo "svedese" si afferma immediatamente come miglior prodotto. Negli anni il prodotto si è molto evoluto e si sono aggiunti molti materiali in una continua corsa al miglioramento ed alla innovazione. Ci riferiamo ai seguenti componenti:

  • film plastici per contenere i liquidi;
  • film plastici per le chiusure sia adesive che soprattutto meccaniche (tipo velcro);
  • superassorbenti (poliacrilati) per incrementare la capacità di ritenzione (fino a 100 volte il loro peso);
  • materiali elastici (poliuretani) per migliorare il fit;
  • colle e creme varie.

Il prodotto così come è oggi è molto diverso da quello da cui si era partiti. La sua produzione costa molta più energia e soprattutto è diventato molto difficile da smaltire.


Come si produce

Il processo di produzione è molto complesso perchè è costituito da una sequenza di operazioni effettuata in rapida successione che non possono essere fermate o ritardate. Le operazioni che la macchina esegue sono di taglio, piega, saldatura e compressione di vari materiali che sono svolti di continuo e che alimentano la macchina: ed i materiali sono quasi tutti sintetici. L'unico materiale ancora naturale è il fluff di polpa di cellulosa, che si ottiene dagli alberi, e che risiede nel tampone assorbente.

Uno dei marchi più famosi di pannolini ha già introdotto sul mercato i pannolini "senza fluff" (così sono ancora più sottili) raggiungendo l'interessante traguardo del prodotto sintetico al 100%.

 

Come si usa

Il prodotto è monouso, e, pertanto, si usa e si butta via (completamente) quando lo si toglie. I prodotti moderni sono davvero molto sottili e hanno delle prestazioni in termini di capacità assorbente che vanno ben al di là delle esigenze medie. Per l'ampio utilizzo di materiali sintetici essi tengono la pelle molto asciutta anche quando il bambino ha riempito abbondantemente il pannolino. Ma siamo sicuri che questo sia davvero un vantaggio?  

Agli inizi degli anni 80, prima della rincorsa tremenda a chi fosse il più' asciutto e dunque all'incremento al massimo possibile delle capacità assorbenti del pannolino, si usavano in media 7/8 prodotti al giorno. Oggi la media arriva a malapena a 4 pannolini al giorno.

Sembrerebbe un miglioramento non da poco anche perché meno pannolini si utilizzano e più si risparmia. La realtà è ben diversa. L'età media di abbandono del pannolino si è allungata. Mentre prima a 18 mesi il bambino imparava a gestire i suoi bisogni oggi si arriva anche a 24/36 mesi ed oltre prima di dire basta al pannolino.

Non facendo sentire la sensazione di bagnato il piccolo non reagisce e non impara.


Come si butta

Dopo l'uso il prodotto viene arrotolato e buttato nei rifiuti indifferenziati (secco). Il prodotto pannolino, soprattutto quando arrotolato con la parte impermeabile all'esterno, è un oggetto difficilissimo da essere gestito in una discarica o impianto di compostaggio perché naturalmente impiegherebbe più di 500 anni per disintegrarsi.

In Italia, dove viene praticata la raccolta differenziata, il pannolino usato costituisce la maggior parte dei rifiuti indifferenziati. Questo perchè il pannolino non è adatto, nella forma di oggi, a seguire lo smaltimento dei rifiuti "umidi". Le plastiche e le colle inquinerebbero il compost e quindi i pannolini, anche se buttati nell'umido in alcune città, devono essere separati prima di iniziare il processo di compostaggio con anche un aggravio di costi.

Ma allora dove vanno a finire i pannolini?

L'unica strada rimane l'inceneritore con tutte le problematiche ambientali che questo comporta.

 In conclusione l'"usa e getta” ha prestazioni elevate e costa poco ma purtroppo inquina moltissimo, impone tessuti sintetici a contatto con la pelle, favorisce la comparsa di irritazioni ed è poco traspirante.

   Lavabile   

Il pannolino nasce "lavabile". Da sempre per i bambini si utilizzano pezze in cotone solitamente di forma triangolare o rettangolare opportunamente piegate. Le punte del triangolo vengono poi unite sul davanti del bambino con delle spille da balia. All'interno del triangolo sono inseriti dei rettangoli in tessuto a seconda dell'assorbenza richiesta e delle dimensioni del fagotto che si è disponibili ad accettare.

Oggi i pannolini lavabili sono un'evoluzione di questo concetto per rendere piu' semplice il cambio del bambino e la gestione del pannolino. Invece del triangolo di stoffa si usa un pannolino nella forma e dimensioni che oggi siamo abituati a conoscere, solo costituito di tessuto riutilizzabile invece dell'usa e getta. Non c'e' bisogno di essere esperti nel formare i pannolini e nell'utilizzo di spille da balia.

Il pannolino si usa nella maniera classica e dopo l'uso si mette in lavatrice, magari avendo cura di eliminare il grosso della produzione del bambino. Dopo l'asciugatura il prodotto è pronto ad un nuovo ciclo di lavoro.

I vantaggi rispetto ad un "usa e getta" sono evidenti:  

  • costo
  • ecocompatibilità
  •  minori  irritazioni

Il vantaggio di costo è dato dal minor esborso per i pannolini lavabili rispetto agli usa e getta. Con 20-25 pannolini si cambia 4/5 volte al giorno il bambino e si lavano ogni 2/3 giorni i pannolini usati.  La spesa relativa è intorno ai 300/400 Euro. Molto meno rispetto ai 1.000/1.500 Euro necessari per l'acquisto degli usa e getta per i primi 3 anni di vita del bambino. Senza contare che in caso di secondo figlio il kit di lavabili puo' essere completamente riutilizzato.

L'ecocompatibilità è evidente. Invece di gettare via il pannolino dopo l'uso lo si riutilizza completamente. Certo che si spende e si consuma qualcosa per il lavaggio del pannolino dopo l'uso ma esso è una frazione dell'energia spesa per la produzione di un nuovo pannolino usa e getta!

Le irritazioni diminuiscono soprattutto quando si utilizzano prodotti realizzati con tessuti naturali. I tessuti sintetici che sono alla base degli usa e getta favoriscono l'insorgere di irritazioni molto di più dei tessuti naturali. Inoltre curando personalmente il lavaggio e la disinfezione dei prodotti si è molto più sicuri sulla pulizia e l'asetticità dei pannolini che il nostro bambino va ad indossare.

l “lavabile”  inquina in modo poco "visibile" ma comunque importante, soprattutto a causa di detersivi e energia necessari per lavaggio e asciugatura. Inoltre il “lavabile” è usato concretamente da poche mamme perché ha prestazioni inferiori all’”usa e getta”, “assorbe” meno i bisogni del bimbo che favoriscono la comparsa di irritazioni, è più ingombrante, scomodo e pratico.

   Ibrido   

Il pannolino da lavabile si è trasformato in ibrido negli anni 40. In realtà quello che si pubblicizzava come usa e getta era un pannolino che oggi definiremmo ibrido. Esso era infatti costituito da una mutandina impermeabile, da chiudere con spille da balia o nelle versioni piu' moderne con stringhe, riutilizzabile dopo lavaggio, in cui si inseriva un pannolino assorbente fatto unicamente di cellulosa. Il pannolino non aveva un lato impermeabile ed assomigliava a prodotti che sono ancora oggi in commercio e sono venduti con il nome di "svedesi" ed utilizzati per le esigenze di post-parto delle mamme.

Nel tempo il pannolino ibrido ha perso la sua popolarità a vantaggio degli usa e getta: l'inserto "svedese" si è evoluto ed ha incorporato uno chassis impermeabile ed in grado di chiudersi intorno al corpo del bambino per fasciarlo completamente. Questo rendeva liberi dal fastidio di dover lavare la mutandina, che tra l'altro era anche molto "plasticosa", ed avvicinava i consumatori al mondo del monouso che oggi è diventato il mercato principale per questi prodotti.

In realtà il pannolino ibrido oggi e' molto diverso dal suo antesignano in quanto

  • è fatto con materiali tecnici altamente traspiranti e di facile asciugatura;
  • l'inserto interno ha una struttura molto soffice ed assorbente;
 

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